venerdì 26 luglio 2013

"CI SONO MOMENTI" - ENRICO NASCIMBENI

Ci sono momenti dove tutto diventa polvere sporca
tutto collima con la parola ombra opprimente
come il caldo incedere di questi giorni.
Ma la luce e' sempre dietro l'angolo
la luce e' in te
talmente abbagliante
da sembrare altare di sconosciute religioni
dove tu sei santa e martire
dove tu sei sacerdotessa e adepta
dove tutto e' magia bianca
e onde violente del sapere.
Lasciati alle spalle la notte
cammina fiera di quello che sei
anima in pena
con gli occhi da cerbiatto
ed il cuore che attraversa stagioni e monsoni.
Sei un vento che porta profumo di buono
e che nessuno puo' afferrare
ma solo sentire
ed amare. 

 

giovedì 25 luglio 2013

"IL TUO TEMPO" - ENRICO NASCIMBENI

Volteggiano le palpebre nell'arcipelago salato
dei tuoi gesti bambini
di donna che traspare
trasparente
come un giorno affamato di perche'.
Oh si  tu sei pelle nervosa
nobile incanto
lettera aperta mai aperta
briciola su un verso scritto al futuro.
Mi scopro a spiarti
mentre cogli il frutto
che ha il sapore del tuo tempo nel tempo.
E trasognato di cielo
bevo tutto di un sorso
il tuo gesto piu bello.







mercoledì 24 luglio 2013

"TU" - ENRICO NASCIMBENI

Sorriso accennato.
Passo lungo e poco disteso.
Bocca serrata fino a farti male.
Ombre che fanno capolino dalla tua borsetta.
Luce nell'anima.
Perdono.
Tristezza.
Dolcezza.
Autostrada fiorita.
Mani sincere.
Bocca.
Bussola che indica Oriente.
Merit One che finiscono quando non dovrebbero finire.
Calore.
Calorie.
Parole.
Poesie che non sai di scrivere.
Rispetto.
Mistero.
La casa della mamma.
Bacio.
Fragile.
Tu.
Si tu Patrizia.
Per sempre tu.
In me. 


 


"SENZA LATITUDINI" - ENRICO NASCIMBENI

Senza latitudini e' l'ombra che ti spia
nel disguido di inceppi della mente
e gli ultimi fuochi di Sant'Elmo
si stanno diradando
perseguitati dalla luce.
Non ci resta che abbracciarci
dirci qualche parola in una lingua che solo noi conosciamo
amarci
nell'infinito sorriso
del nostro viverci. 



martedì 23 luglio 2013

"I SEGNI DEL CIELO" - ENRICO NASCIMBENI

I segni del cielo si divincolano dal quadro dell'universo
e tutto e' liberta' ora nel mio amarti.
Accendo la sonnolenza con un lanciafiamme
tiro diamanti contro un diamante
attacco manifesti alla notte
cammino nella sacralita' del Tibet
mi siedo sul mare
rilasso la pianta della sapienza con banali discorsi sull'inverno.
Ora non manca niente
e dalla porta semichiusa
si sente galleggiare serena
la musica delle nostre giornate infinite.

"IL CHIASSO DI TRE COSE..." - ERRI DE LUCA


Il chiasso di tre cose
va per il mondo sopra oceani,nevi,
terre di siccita’ e risaie:
e nessuna membrana dell’udito
lo cattura, il chiasso di tre cose.
Il chiasso del sole che va per il cielo,
il chiasso della pioggia
quando il vento la stacca dalle nuvole
e il chiasso dell’anima
da un corpo che la sputa.

"LE MIE DITA NELLA TUA BOCCA" - ENRICO NASCIMBENI

Le mie dita
nella tua bocca
sono poesie
scritte col tuo ventre. 

lunedì 22 luglio 2013

"IL MITO DELLA CAVERNA" - PLATONE

Si immaginino dei prigionieri che siano stati incatenati, fin dall'infanzia, nelle profondità di una caverna. Non solo le membra, ma anche testa e collo sono bloccati, in maniera che gli occhi dei malcapitati possano solo fissare il muro dinanzi a loro.
Si pensi, inoltre, che alle spalle dei prigionieri sia stato acceso un enorme fuoco e che, tra il fuoco ed i prigionieri, corra una strada rialzata. Lungo questa strada sia stato eretto un muricciolo, lungo il quale alcuni uomini portano forme di vari oggetti, animali, piante e persone. Le forme proietterebbero la propria ombra sul muro e questo attrarrebbe l'attenzione dei prigionieri. Se qualcuno degli uomini che trasportano queste forme parlasse, si formerebbe nella caverna un'eco che spingerebbe i prigionieri a pensare che questa voce provenga dalle ombre che vedono passare sul muro.
Mentre un personaggio esterno avrebbe un'idea completa della situazione, i prigionieri, non conoscendo cosa accada realmente alle proprie spalle e non avendo esperienza del mondo esterno (ricordando che sono incatenati fin dall'infanzia), sarebbero portati ad interpretare le ombre "parlanti" come oggetti, animali, piante e persone reali.
Si supponga che un prigioniero venga liberato dalle catene e sia costretto a rimanere in piedi, con la faccia rivolta verso l'uscita della caverna: in primo luogo, i suoi occhi sarebbero abbagliati dalla luce del sole ed egli proverebbe dolore. Inoltre, le forme portate dagli uomini lungo il muretto gli sembrerebbero meno reali delle ombre alle quali è abituato; persino se gli fossero mostrati quegli oggetti e gli fosse indicata la fonte di luce, il prigioniero rimarrebbe comunque dubbioso e, soffrendo nel fissare il fuoco, preferirebbe volgersi verso le ombre.
Allo stesso modo, se il malcapitato fosse costretto ad uscire dalla caverna e venisse esposto alla diretta luce del sole, rimarrebbe accecato e non riuscirebbe a vedere alcunché. Il prigioniero si troverebbe sicuramente a disagio e s'irriterebbe per essere stato trascinato a viva forza in quel luogo.
Volendo abituarsi alla nuova situazione, il prigioniero riuscirebbe inizialmente a distinguere soltanto le ombre delle persone e le loro immagini riflesse nell'acqua; solo con il passare del tempo potrebbe sostenere la luce e guardare gli oggetti stessi. Successivamente, egli potrebbe, di notte, volgere lo sguardo al cielo, ammirando i corpi celesti con maggior facilità che di giorno. Infine, il prigioniero liberato sarebbe capace di vedere il sole stesso, invece che il suo riflesso nell'acqua, e capirebbe che:
« è esso a produrre le stagioni e gli anni e a governare tutte le cose del mondo visibile e ad essere causa, in certo modo, di tutto quello che egli e suoi compagni vedevano. »
(Platone, La Repubblica, libro VII, 516 c - d, trad.: Franco Sartori)
Resosi conto della situazione, egli vorrebbe senza dubbio tornare nella caverna e liberare i suoi compagni, essendo felice del cambiamento e provando per loro un senso di pietà: il problema, però, sarebbe proprio quello di convincere gli altri prigionieri ad essere liberati. Infatti, dovendo riabituare gli occhi all'ombra, dovrebbe passare del tempo prima che il prigioniero liberato possa vedere distintamente anche nel fondo della caverna; durante questo periodo, molto probabilmente egli sarebbe oggetto di riso da parte dei prigionieri, in quanto sarebbe tornato dall'ascesa con "gli occhi rovinati". Inoltre, questa sua temporanea inabilità influirebbe negativamente sulla sua opera di convincimento e, anzi, potrebbe spingere gli altri prigionieri ad ucciderlo, se tentasse di liberarli e portarli verso la luce, in quanto, a loro dire, non varrebbe la pena di subire il dolore dell'accecamento e la fatica della salita per andare ad ammirare le cose da lui descritte.

Il mito della caverna nella società moderna e nei media

Plato's allegory of the cave.jpg
L'idea della liberazione dell'uomo dalle catene della sua esperienza limitata ed il raggiungimento della pura conoscenza della realtà è comune a molte culture; anche le scoperte e le invenzioni che rendono tale il mondo moderno possono essere viste come risultato del tentativo dell'uomo di superare i propri limiti per raggiungere ciò che è oltre la conoscenza del momento. La letteratura, la scultura, il cinema ed in generale tutte le arti sono ricche di storie di uomini che, sfidando l'ostilità dei contemporanei, si sono "liberati dalle catene" dell'opinione arrivando a conoscere la verità e sono poi tornati a riferirla, non sempre guadagnando rispetto ed ammirazione, agli ex compagni di prigionia. Inoltre, nel Novecento il mito della caverna è divenuta una metafora che simboleggia quanto i mass media influenzino e dominino l'opinione pubblica, interponendosi tra l'individuo e la notizia, manipolando quest'ultima secondo necessità.
  • Nel film Il conformista di Bernardo Bertolucci, ambientato durante il Ventennio, un vecchio professore si serve del mito della caverna per illustrare la condizione di accecamento morale e politico prodotta dal fascismo.
  • Nel film The Island, un popolo di cloni è tenuto prigioniero sotto terra con proiettata una realtà olografica, uno di loro compierà un viaggio che lo porterà alla consapevolezza della sua condizione e lo spingerà a liberare gli altri
  • Nella trilogia Matrix, la razza umana è controllata e sfruttata dalle macchine, che fanno credere loro di vivere liberamente nel mondo del XX secolo, mentre in realtà la tengono imprigionata, coltivando uomini e donne per trarne l'energia necessaria alla loro sopravvivenza meccanica. La gente vive senza accorgersi minimamente della realtà perché vive collegata ad un sistema informatico, chiamato appunto Matrix dai dissidenti, che invia impulsi elettrici al cervello umano, convincendo gli uomini di vivere in un mondo che, in realtà, non esiste più da centinaia di anni. Spetterà al Prescelto, Neo, liberarsi dall'illusione biochimica e, con l'aiuto dei ribelli, ritornare nel sistema per tentare di liberare la razza umana dal controllo delle macchine. Sia il finale del primo film con il dialogo di Neo al telefono, sia il comportamento del personaggio di Cypher, lasciano tuttavia intendere che, anche messi di fronte alla realtà delle cose, non tutti gli uomini saranno disposti ad abbandonare la loro "prigionia", preferendo la tranquillità e la sicurezza della loro vita illusoria.
  • È simile il riferimento al mito in WALL•E, film di animazione in cui l'umanità è rinchiusa in un'astronave, incapace di deambulare, finché il capitano dell'astronave non si ribella al "pilota automatico" e riporta la nave verso Terra.
  • Nel film The Truman Show, il protagonista crede di vivere in una tranquilla cittadina americana; è abituato a considerare "reali" i suoi amici, il suo lavoro, il suo paese, la sua fidanzata. In realtà egli vive, fin dalla nascita, in un reality show televisivo di cui è l'unico inconsapevole protagonista e le persone con le quali ogni giorno comunica sono semplicemente delle comparse del programma.
  • Nel film Il tredicesimo piano, viene trovato morto un famoso programmatore di mondi virtuali, immense simulazioni di città del passato abitate da esseri virtuali con personalità umana. L'unico indizio sul delitto è stato lasciato all'interno di uno di questi mondi ed un collega della vittima dovrà entrarvi per recuperarlo, facendo attenzione a non rivelare alle entità in esso viventi la loro reale situazione: se, infatti, una di queste entità scoprisse la verità, le conseguenze sarebbero imprevedibili.
  • In Arancia Meccanica, il protagonista Alex è sottoposto alla "cura Ludovico"; legato con una camicia di forza ad una sedia, la testa fissata con lacci e gli occhi tenuti aperti forzosamente, è costretto a guardare per ore la proiezione di filmati estremamente violenti dagli scienziati che decidono per lui cosa è bene e cosa è male. Come incatenato nella caverna, può solo guardare sulla parete ombre proiettate dagli artefici/giganti.[1]
  • In Tutta la vita davanti c'è un richiamo diretto al mito della caverna. La protagonista Marta, laureata in filosofia, prima lo racconta alla piccola Lara e poi, venendo delusa da Giorgio, il sindacalista, gli dice che lo riteneva l'uomo che l'avrebbe salvata dalla caverna.
  • Nel libro La caverna Saramago rivisita il mito della caverna, e lo porta ai giorni nostri. È la storia di un vasaio cui viene rifiutata la solita fornitura di stoviglie da parte del Centro - una città-centro commerciale quasi infinita e maligna. L'artigiano si troverà così costretto a inventarsi un altro prodotto e, soprattutto, a confrontarsi con il Centro stesso.
  • Una tematica simile è sviluppata nell'anime di fantascienza Zegapain (ZEGAPAIN -ゼーガペイン-) in cui il protagonista scopre che il genere umano, così come credeva di conoscerlo, non esiste più e gli ultimi sopravvissuti sulla Terra vivono sotto forma di apparizioni virtuali in enormi elaboratori quantistici che simulano la vita di intere città (ognuna immagazzinata in un server) e ignorano la verità del mondo esterno. I nemici contro cui il protagonista e i suoi compagni combattono a bordo di grandi robot antropomorfi (mecha), nella speranza di una futura "resurrezione" o "risveglio", sono esseri umani evoluti capaci di rigenerarsi e privi di individualità ed emozioni, che tentano di adattare la Terra alle proprie necessità e di eliminare i resti della vecchia civiltà umana.
  • Nel film V per Vendetta la protagonista Evey Hammond viene imprigionata e torturata per estorcerle delle informazioni. Poi si scoprirà che quel luogo di prigionia era solo un'illusione creata dal suo mentore V affinché Evey potesse liberarsi dalle paure che la tenevano incatenata. Come un novello Platone, il personaggio di V scopre un inganno volto a sottomettere l'umanità e tenta di liberarla, a cominciare dalla sua discepola Evey Hammond e dall'ispettore Eric Finch.
  • Nel film Dark City il protagonista John scopre che la città in cui vive è in realtà un laboratorio extraterrestre. Gli alieni stanno conducendo esperimenti sugli esseri umani per carpirne il segreto dell'individualità.
  • Nel film Essi vivono il protagonista John Nada trova degli strani occhiali da sole che gli permettono di vedere la verità: gli alieni hanno invaso la terra e mediante il controllo sui mass media stanno sottomettendo gli esseri umani.
  • Nel film greco Dogtooth, una famiglia non ha mai fatto uscire i propri figli che, cresciuti, vivono in un mondo tutto loro creato dai genitori. Sarà la sorella maggiore, tramite alcune videocassette, a superare la barriera che separa la famiglia dal mondo esterno.
  • Nel film Sbucato dal passato, la famiglia Webber si rinchiude per 35 anni in un rifugio antiatomico per salvarsi dai bombardamenti. All'interno del rifugio nascerà Adam che, una volta adulto, uscirà e scoprirà che non c'era stato alcun bombardamento ma semplicemente un aereo era precipitato sulla casa dei Webber. Adam si impegnerà quindi per far uscire i genitori dalla caverna.
  • Nel film I Croods

"DUE" - ERRI DE LUCA



Quando saremo due saremo veglia e sonno
affonderemo nella stessa polpa
come il dente di latte e il suo secondo,
saremo due come sono le acque, le dolci e le salate,
come i cieli, del giorno e della notte,
due come sono i piedi, gli occhi, i reni,
come i tempi del battito
i colpi del respiro.
Quando saremo due non avremo metà
saremo un due che non si può dividere con niente.
Quando saremo due, nessuno sarà uno,
uno sarà l'uguale di nessuno
e l'unità consisterà nel due.
Quando saremo due
cambierà nome pure l'universo
diventerà diverso.

"L'ISOLAMENTO DEL CUORE" - ENRICO NASCIMBENI

L'isolamento del cuore
porta verso letali isole
dove non cresce piu' nulla
dove non arriva piu' nemmeno il mare.
Visitai un'isola cosi'
cercai di portare una stella e una palma
ma tutto si spegneva subito, tutto sfioriva.
Che poi ci si perde
che poi ci si cerca
che poi ci si trova.
Lento e' il cammino
del viandante ballerino
lenti i suoi gesti
maestosa e' la sua faccia segnata da rughe di cristallo prezioso.
Tutto poi si beve tutto di un sorso
malinconia e falsi sorrisi
la gola si secca ancor di piu'
e gli occhi celano mondi sommersi da un destino
costruito da noi stessi.
 Trovai la fonte di acqua pura
trovai il perdono
in un giorno di agosto
in un viso
che venne applaudito dalle cicale.

sabato 20 luglio 2013

"LA PORTA DELLA VITA E' MISTICA REALTA' " - ENRICO NASCIMBENI

La porta della vita
e' mistica realta'
un esercizio spirituale
una preghiera recitata a bassa voce
 stringendoti la mano
 nel cammino che stiamo facendo insieme.
Mi confondo
nel mistero dei misteri
afferro con timidezza le parole che non so
ma  le parole parlano da sole
e pazientemente mi sussurrano verita'
che la mia mente non percepiva.
Tu mi hai disegnato un cerchio:
siamo noi
mi hai detto.
Cosi' profondo
come fossa delle Marianne
e' il tuo vivere
tra il buio e la luce
tu
che sei elettrica inquieta capricciosa lampadina colorata.
Cosi' inquieto e' il tuo ventre
che mi accoglie
con pudore antico.
Penso a chi ti ha dipinta
liberata  nel mondo
disorientata perennemente dal brusio di banali esistenze
affascianata dal piu' anormale paranormale.
Immensi sono gli occhi degli dei
 che sul monte Olimpo
banchettano col nostro destino.
Sono canti orfici
anche i tuoi silenzi.
Che ascolto
distratto solo
dal profumo del tuo respiro.









venerdì 19 luglio 2013

"LANTERNE DI MADREPERLA" - ENRICO NASCIMBENI

Lanterne di madreperla
negli angoli della mia vita
corrosivo sorridere alla parole sdrucciole
e alle talpe del giardino
sotterranee presenze
 infaticabili
e occhialute.
Rasta che fumano incuranti del mare
cognizione
di santi e madonne sparpagliati sul pavimento.
La mia assenza dipende dai silenzi
inopinabili
dei colori del muro sbiaditi dall'umidita'.
La mia presenza
e' cosi' presente
da assordare i sordi.
Sono dipendente
da un sorriso
e da una mano che mi cerca.
Mi scuso col buio
e mi bacio
con passione.




"L'EQUILIBRIO"


Da quando si è messo in piedi sugli arti posteriori, l'uomo non sa più riacquistare l'equilibrio.(Stanisław Jerzy Lec)

SCORPIONE E CAPRICORNO

Una volta superato questo periodo iniziale, sicuramente tra di loro si instaurerà un dialogo sincero e leale. Hanno molto da imparare l’uno dall’altro: lo Scorpione può imparare a tenere sotto controllo la sua emotività, mentre il Capricorno può imparare ad essere meno freddo e impassibile nei confronti delle persone che lo circondano, ma anche nei confronti dei suoi stessi sentimenti. Se il loro impegno sarà totalmente rivolto alla buona riuscita della relazione, nessun ostacolo potrà distoglierli dal loro intento.

"LA VITA OSCILLA" - EUGENIO MONTALE

La vita oscilla
tra il sublime e l'immondo
con qualche propensione
per il secondo
ne sapremo di più
dopo le ultime elezioni
che si terranno lassù
o laggiù o in nessun luogo
perchè siamo già eletti
tutti quanti
e chi non lo fu
sta assai meglio quaggiù
e quando se ne accorge
è troppo tardi.
Les jeux sont faits
dice il croupier, per l'ultima volta
e il suo cucchiaione
spazza le carte.

giovedì 18 luglio 2013

"FORSE NON LO SAI MA PURE QUESTO E' AMORE" DA "STRANAMORE" DI ROBERTO VECCHIONI

Patrizia sono solo un uomo innamorato di te.
E quella che vedi nella foto e' la mia ombra sulle scale.
Tutto qua.
Tutto.
Tutto in me.
Tutto in te.
Tutto in noi.
(enrico nascimbeni)





"NON CHIEDERE" - JAQUES PREVERT

Non chiedere alla foglia di non muoversi.
Non può... c'è il vento!
Non chiedere al sole di rimanere immobile.
Non può... c'è la notte!
Non chiedere all'uomo di vivere in eterno.
Non può... c'è la morte!
Non chiedermi di non amarti.
Non posso... ti ho vista!

da PensieriParole <http://www.pensieriparole.it/poesie/poesie-d-autore/poesia-21069>

L'ULTIMA LETTERA DI CHE GUEVARA AI SUOI GENITORI

1 aprile 1965

Cari vecchi,

Sento di nuovo sotto i talloni i fianchi di Ronzinante, riprendo la strada, scudo al braccio.


Sono quasi dieci anni che vi ho scritto una lettera d'addio. Se ricordo bene, mi lamentavo di non essere un soldato migliore e un miglior medico; medico, non m'interessa più, e come soldato non sono poi così male.

Non è cambiato nulla di fondamentale, se non che sono molto più consapevole, che
il mio marxismo si è approfondito e decantato. Credo nella lotta armata come unica soluzione per i popoli che vogliono liberarsi, e sono coerente con ciò che credo.
Molti mi tratteranno come un avventuriero, e lo sono, ma di un genere diverso, e di quelli che rischiano la pelle per difendere le proprie convinzioni.

Può darsi che stavolta sia l'ultima. Non la cerco, ma è nel calcolo logico delle probabilità. Se così fosse, vi abbraccio per l'ultima volta.

Vi ho amati molto, ma non ho saputo dar voce alla mia tenerezza.

Nei miei atti sono molto rigido e credo che talvolta non mi abbiate capito. È vero,
non era facile capirmi. Oggi, semplicemente credetemi.

Adesso, una volontà che ho affinato con gusto d'artista sosterrà le mie gambe molli
e i polmoni affaticati. Andrò fino in fondo.

Ricordatevi di tanto in tanto di questo piccolo condottiero del XX secolo. Un bacio a Celia, a Roberto, Juan, Martín e Patotín, a Beatriz, a tutti. Vi abbraccio, vostro figlio prodigo e recalcitrante,

Ernesto

"A VOLTE L'OMBRA E' LUCE" - ENRICO NASCIMBENI

Il "guerriero di luce" a volte cerca l'ombra
per ripararsi dal sole
per rendere giustizia alla luna
per trafiggere antiche solitudini e draghi di polistirolo.
Leggere leggere
e ancora leggere
e leggeri volti  da riplasmare per ridisegnare il passato e vivere il presente.
Soffice vagare nella mente
fari antinebbia
lenta andatura
coni di gelato amaro
le tue parole
i tuoi gesti
i giorni di merda
i giorni bellissimi
l'altalena
altalenando pensieri
a volte pubblici
a volte nascosti
in un prive' proletario di nobili origini.
Il terrore di aver gia' detto tutto
la salvezza di capire di non aver ancora detto niente.
Eh amore mio sapessi quante volte digiunero' in tuo onore (cibandomi di uno gesto).
Eh Enrico stupenda e' la strada verso il capolinea
non ti aspettavi di rinascere in mezzo al tuo tempo...
Sinergia non puo' far rima con apatia.
Il pensiero positivo si espande nel mio buio
e spara  alle tenebre
con mira infallibile.
Se sono un poeta non lo so
e non me ne frega un cazzo di saperlo
ritaglio sensazioni
e le incollo sulla schiena delle farfalle.