lunedì 8 luglio 2013

"DIU" - CESARE ZAVATTINI


Diu al ghé.
S'a ghé la figa al ghé.
Sul lö al pudeva invantà
na roba acsé
cla pias a töti a töti
in ogni luogo,
ag pansom anca s'an s'ag pensa mia,
apena ca t'la tochi a cambióm facia.
Che mument! long o curt al saióm gnanca.
La fa anc di miracui,
par ciamala
an möt
a ghé turnà la vus.
Ah sa pudés spiegaram ma
l'è dificil
cme parlà dal nasar e dal murir.

Ps. ahaahahahahahahahahahahahhaha mitico Cesare

"BISOGNA SOGNARE..." - GIOVANNINO GUARESCHI

Bisogna sognare: aggrapparsi alla realtà con i nostri sogni, per non dimenticarci d'esser vivi.
Bisogna sognare: e, nel sogno, ritroveremo valori che avevamo dimenticato, scopriremo valori ignorati, ravviseremo gli errori del nostro passato e la fisionomia del nostro avvenire.


da PensieriParole <http://www.pensieriparole.it/aforismi/libri/frase-117566?f=a:2334>

NON AMO L'ESTATE - ENRICO NASCIMBENI

Non amo l'estate
amo te
 che l'hai riportata in me.

SENZA TITOLO - JORGE LUIS BORGES

Un uomo che coltiva il suo giardino, come voleva Voltaire.
Chi è contento che sulla terra esista la musica.
Chi scopre con piacere un'etimologia.
Due impiegati che in un caffè del Sur giocano in silenzio agli scacchi.
Il ceramista che premedita un colore ed una forma.
Il tipografo che compone bene questa pagina che forse non gli piace.
Una donna e un uomo che leggono le terzine finali di un certo canto.
Chi accarezza un animale addormentato.
Chi giustifica o vuole giustificare un male che gli hanno fatto.
Chi è contento che sulla terra ci sia Stevenson.
Chi preferisce che abbiano ragionegli altri.
Tali persone, che si ignorano, stanno salvando il mondo.

" LE LACRIME DI PETER PAN" - ENRICO NASCIMBENI

A volte tutto non scorre
le notti ti precipitano addosso come frane di stelle.
E ricordi ricordi ricordi
batticuore
lacrime di Peter Pan
solitudine di voci assenti per sempre.
Poi arriva il mattino
gli occhi rifiutano la luce
sporchi di ombre.
Ma il mattino insiste ad arrivare
e alla fine  lo abbracci
come un figlio che era partito
ed era andato molto lontano
a cercare sfortuna.
E volando via nella sua isola che non c'e'
Peter si volta e grida :
"La vita e' un'avventura meravigliosa". 





domenica 7 luglio 2013

"L'ESTRANEO" - ROBERTO VECCHIONI

Lontano, lontano
qualcuno mi darà la mano
lontano, lontano...

Dai dottori di Smirne ho imparato
il triangolo e il libro della vita
scorreva piano fra le dita;
coi mercanti di Tebe ho giocato
tutti i sensi di scacchi e di pedine
coi chicchi bianchi e le palline;
e dai profughi celti ho visto segni
per capire le stelle e aprire un velo
e far salire menhir al cielo.

Sotto i portici di Toledo
ho preso un bimbo nero per la mano
e mi portavano lontano i suoi occhi;
e correvo nelle mille sere,
con i dadi fermi nel bicchiere
e intorno amore, amore, amore, amore...

E in un attimo di Granada
ho ucciso per due volte uno stesso uomo
e non chiedevano perdono i suoi occhi...
e correvo nelle mille sere,
con i dadi fermi nel bicchiere
e intorno amore, amore, amore, amore...

E il mio vecchio che sa la verità
guarda il tramonto dalla collina:
da qualche punto lontano
suo figlio tornerà.

E ho imparato le mille posizioni
fra le gambe di donne e di bambini
le loro bocche come fiori
e ho giocato le cento rivoluzioni
la mia rabbia e le cento delusioni
che son mille e son tante
e son belle e son sante il giorno dopo.
E provai ogni droga più che vino,
il linguaggio del bruco e l'assassino
e a saper tutto senza parole.

E in una sera di Gerusalemme
dal vecchio ebreo che contrattava gemme
ho visto un dio che mi veniva incontro
e ho provato tutto per scappare,
ma lui insisteva: "Dài, fatti salvare,
ho tanto amore, amore, amore...".

E in un cortile di Gerusalemme
che aveva scelto lui da chissà quanto
mi abbracciò e baciò e stava delirando,
e aver capito tutto in un istante
fu come morir le morti tutte quante
e non volere essere più niente, niente, niente...

E il mio vecchio che sa la verità
guarda il tramonto dalla collina:
da qualche punto lontano
suo figlio tornerà.

"ON THE ROAD" - JACK KERUAK

“Perché per me l’unica gente possibile sono i pazzi, quelli che sono pazzi di vita, pazzi per parlare, pazzi per essere salvati, vogliosi di ogni cosa allo stesso tempo, quelli che mai sbadigliano o dicono un luogo comune, ma bruciano, bruciano, bruciano, come favolosi fuochi artificiali color giallo che esplodono come ragni attraverso le stelle e nel mezzo si vede la luce azzurra dello scoppio centrale e tutti fanno Oooohhh!”